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Dicembre 2011

Arriva il Natale e a seguire l’anno nuovo ma, questa volta, le sorprese sono arrivate davvero, insieme ai dopobarba e ai set da forno.copertina dicembre2
Dopo quasi un ventennio di Berlusconismo, se non consideriamo gli sbilenchi governi di centrosinistra, il re sembra aver abdicato, messo all’angolo sia a causa delle sue grottesche vicende personali, sia da un’incapacità dell’esecutivo a far fronte alla crisi economica italiana e europea. Il governo toglie le tende,  al suo posto arriva Mario Monti e i ministri tecnici a mettere una pezza ad una situazione preoccupante. Buona parte del nostro parlamento (è doloroso dirlo) si è comportato come una classe di scolaretti disubbidienti che si scatenano tirando palline di carta nell’intervallo fra una lezione e l’altra, aspettando la campanella e il maestro che metta tutti in riga. Mario Monti appunto, un uomo la cui autorità è riconosciuta sia a destra che a sinistra: un mare e monti della politica, se ci passate la battuta scadente, ma di questi tempi si sa, bisogna accontentarsi.


È inutile e doloroso scendere nei dettagli della nuova manovra economica ma, sembra certo che colpisce ancora una volta i “bersagli d’emergenza”, ovvero chi è già noto al sistema fiscale e paga regolarmente le tasse. Forse lo stesso Monti è bloccato da una serie di veti incrociati, imposti dal parlamento all’esecutivo. Ed allora ecco che slittano le liberalizzazioni, lo scioglimento di quel sistema di fasci e corporazioni che ha caratterizzato tutta la storia democratica di questo paese, i tagli agli sprechi e ai privilegi parlamentari. Il neo Presidente del Consiglio ci assicura che questo è solo l’inizio, la fase uno di un lungo progetto di riforme e rimodernamento del paese. Sarà ma ad oggi la manovra colpisce principalmente i consumatori e le famiglie. Per il 2014 è previsto un aumento di circa 1.130 euro l’anno. Più conti da pagare, bollette più salate, benzina e sigarette più care, insomma sempre la stessa musica, un po’ come i tormentoni natalizi e i film biblici per le feste, sotto l’albero.
Speriamo che il nostro campione, il Mario salvatore della patria, non sia tenuto a bagno maria dai parlamentari, giusto il tempo necessario per varare le manovre più impopolari e poi, una volta riordinata la classe, spalato via il sudiciume in eccesso, ricominciare a tirarsi palline di carta, per un lungo gioioso intervallo permanente.